Rione Terra

il rudere rione terra cartaIl Rione Terra costituisce la sede della prima colonia romana dell’antica Puteoli. Abitato con continuità anche nel corso del medioevo fino a tempi recenti, esso venne sfollato negli anni ’70 prima, definitivamente e nel a 1982-84 causa del bradisismo. Scavi in corso da alcuni anni hanno messo in luce buona parte del reticolo stradale romano e di alcuni edifici che affacciavano su di esso.

Il percorso archeologico sotterraneo è un viaggio nell’antica colonia romana, Puteoli, fondata nel 194 avanti Cristo e divenuta presto porto commerciale di Roma. Il percorso è situato sotto la rocca di tufo e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani.

Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, verrà affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum) con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini. Il percorso archeologico è arricchito da installazioni multimediali che guidano il pubblico alla scoperta delle attività che si svolgevano nell’antica Puteoli.

 

Il Duomo di Pozzuoli

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il Duomo di Pozzuoli, basilica minore dei SS. Procolo e Gennaro e cattedrale della diocesi puteolana.

Questo edificio, situato sulla sommità del Rione Terra, testimonia l’interminabile successione tra periodi di stabilità e improvvisi, radicali sconvolgimenti, infatti, a causa delle molteplici “distruzioni e ricostruzioni” subìte, racchiude in sé una perfetta sintesi della storia di Pozzuoli, dalla sua fondazione fino ad oggi.

Questo complesso è di epoca molto antica e sorse probabilmente in epoca greca o sannitica come Capitolium della città. Fu radicalmente ristrutturato in età repubblicana sino ad essere completemente riedificato in età augustea dal ricco mercante Lucio Calpurnio in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto. Si presentava come un tempio pseudoperiptero esastilo, con nove colonne scanalate sui lati lunghi, di ordine corinzio con due rampe laterali ascendenti al basamento del pronao. La cella era di forma quadrata e fu costruita con blocchi di marmo bianco, connessi tra loro senza l’impiego di malta. In questa maniera fu realizzato anche il resto dell’edificio.

Tra la fine del V e gli inizi del VI secolo i puteolani decisero di dedicare, come chiesa, questo edificio di età augustea al loro santo patrono Procolo. Nel 1538 subì gravi danni a séguito dello sprofondamento di Tripergole e della conseguente nascita del Monte Nuovo. Il vescovo Gian Matteo Castaldo lo restaurò, e per far fronte alla spesa occorrente, ottenne dal pontefice Paolo III, con un decreto del 16 giugno 1544, la facoltà di vendere i beni stabili della mensa vescovile fino al prezzo di 200 ducati d’oro. Nel 1636 il vescovo Martín de León y Cárdenas, in conformità ai dettami della controriforma, diede avvio alla ricostruzione del duomo, che terminò nel 1647. Il Duomo, dichiarato monumento nazionale con regio decreto del 21 novembre 1940, divenne basilica minore pontificia con bolla di Pio XII del 25 novembre 1959.

il rudere duomo pozzuoli incendioIl Duomo venne devastato dalle fiamme nella notte del 16, 17 maggio 1964. La navata centrale della Cattedrale venne completamente distrutta da un incendio, divampato dall’altissimo tetto in legno che copriva la sopraelevata volta in incannucciato,così intenso da sviluppare un calore tale da calcinare anche i muri di pietra e i marmi antichi. Dopo la crisi del bradisismo e molteplici vicissitudini burocratiche nel luglio 2003 è stato bandito il Concorso internazionale di progettazione per il Restauro del monumento, vinto dal progetto del gruppo guidato dall’architetto Marco Dezzi Bardeschi. Oggi, a seguito dei restauri non ancora ultimati che prevedono ancora la costruzione di un nuovo campanile, la cattedrale si presenta come l’unione di due realtà apparentemente opposte: il tempio classico e la chiesa tardo barocca, da qui l’identificazione del monumento con il nome di “Tempio – Duomo”. Il pavimento del monumento è stato riportato alla sua quota originaria in modo da valorizzare il percorso archeologico sottostante, nel quale sono conservati i resti del Podio di età repubblicana identificato con il Capitolium della colonia romana del 194 a.C. Il Duomo di Pozzuoli è stato Riaperto al Culto l’ 11 Maggio 2014

 

Tempio di Augusto

Il Tempio di Augusto, Tempio pseudo periptero esastilo con cella quadrata e ampio pronao a tre interassi.
In corrispondenza delle semicolonne esterne, l’interno della cella è scandito da una serie di paraste lavorate a parte, delle quali è rimasta l’impronta sulle pareti, sormontate da capitelli corinzi ancora in situ.

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Filippo Morghen, il Tempio di Augusto
Vedute degli antichi monumenti di Pozzuoli, Cuma, Baja e luoghi circovicini. Tavola 43 – 1766

Al tempio si accedeva da due rampe laterali sui lati del pronao. Il podio è in opera reticolata con rivestimento in lastre marmoree e ingloba un podio più antico in blocchi di tufo squadrati e con la cornice inferiore a semplice gola dritta., nel quale è stato riconosciuto il Capitolium della colonia romana del 194 a.C.
Un iscrizione in marmo dedicatoria indica il nome dell’architetto che realizzò il tempio.

L’edificio è attualmente inglobato nella chiesa di S. Procolo sul Rione Terra, con un ampliamento della cattedrale nel XVII sec. dal vescovo Martino de Leon y Cardenas, che sconvolse la struttura distruggendo la facciata del tempio, sfondando la parete posteriore ed intervenendo anche sulle pareti laterali.

Nel 1964 la cattedrale-tempio subì un incendio che permise di rimettere in luce parte del tempio antico.

 

 

Anfiteatro Minore

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Anfiteatro Minore
Ambulacro della summa cavea

Dalla Solfatara, percorrendo via Vigna, che ricalca il tracciato di una strada romana, si giunge all’area occupata dal più antico anfiteatro di Puteoli.  L’edificio si adeguava alla pianificazione urbanistica della zona, con un preciso allineamento del suo asse maggiore alle percorrenze urbane dirette verso l’area forense, quali l’attuale via Vigna.

Costruito nella prima metà del I sec. a.C., con tre ordini di posti (ima, media, e summa cavea), fu ampliato in età cesariana o protoaugustea con la creazione del corridoio anulare in summa cavea ancor oggi visibile. L’edificio, di medie dimensioni (m. 139 x 104) come quello di Pompei, era tanto frequentato da creare problemi di ordine pubblico, disciplinati dall’intervento dello stesso Augusto. Anche a queste esigenze è legata la costruzione dell’anfiteatro maggiore, di epoca neroniana, dopo la quale l’impianto più antico continuò a funzionare. L’ esistenza e il funzionamento contemporanei di due anfiteatri è fuori dal comune nelle città romane, e testimonia ulteriormente la grande importanza di Puteoli nel mondo antico.

 

 

Anfiteatro Flavio

il-rudere-anfiteatro-flavioL’Anfiteatro fu costruito dagli stessi architetti che eressero il Colosseo di Roma, in opus reticulatum e laterizio. Le sue imponenti misure sono inferiori solo al Colosseo e all’anfiteatro di Capua.
I sotterranei dell’anfiteatro sono perfettamente conservati, a differenza delle strutture in elevazione, essendo stati per secoli sepolti dai detriti della vicina Solfatara. In particolare, l’arena è attraversata, lungo l’asse maggiore, da una fossa scenica, corrispondente a un lungo corridoio utilizzato per innalzare gli scenari dipinti che dovevano animare i giochi, per improvvise apparizioni su piattaforme di gladiatori, o cori in costume. Gli ordini dei posti per gli spettatori (praecinctiones) erano tre, suddivisi all’interno in cunei. Dal portico esterno dell’anfiteatro si dipartivano venti rampe di scale, che arrivavano sino alla precinzione più alta della summa cavea. Gli ingressi maggiori erano quattro, i secondari dodici. L’intera cavea, con i suoi tre ordini sormontati da un attico ornato di statue, poteva contenere almeno 20.000 spettatori. Un portico circondava, infine, il perimetro esterno dell’Anfiteatro.

 

Stadio Antonino Pio

il rudere stadio antonino pioI cittadini di Pozzuoli dicono spesso che in questa terra basta spostare qualche pietra per trovare antichità che chiedono solo di essere scoperte. Ed è stato più o meno così che si è scoperto lo Stadio Antonino Pio, aperto al pubblico nell’ottobre 2008, dopo che per circa duemila anni era rimasto coperto da terreno e sterpaglia. Lo Stadio fu voluto dall’Imperatore Antonino Pio per organizzare giochi ti tipo olimpico a Pozzuoli, nel luogo in cui ebbe la prima sepoltura il suo predecessore Adriano. I giochi voluti dall’Imperatore erano conosciuti con il nome di Eusebia e si svolgevano nello stadio, grande circa trecento metri per settanta. La struttura divideva l’ingresso per gli atleti da quello Stadio Antonino Pio destinato ai visitatori e come in tutte le costruzioni romane dedicate ai giochi, anche lo Stadio Antonino Pio era diviso in tre parti distinte, ognuna dedicata ad una fascia della popolazione. Nel corso dei secoli lo Stadio è stato modificato e il suo utilizzo è stato a volte parziale, a volte totalmente diverso da quello per cui fu costruito. In seguito all’eruzione del Montenuovo la struttura romana è stata coperta dai detriti, rimanendo coperta per molto tempo. Oggi lo Stadio Antonino Pio è diviso in due metà in seguito alla costruzione della strada statale Domitiana, avvenuta nel 1932, che taglia senza alcun rispetto la grande opera romana.

 

Macellum (cd. Tempio di Serapide)

il rudere tempio serapidePer il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è il monumento più singolare di tutta la regione flegrea, ed uno dei più noti di tutto il mondo antico. Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono dal sottosuolo in prossimità del litorale (già utilizzate in epoca medievale a fini terapeutici, chiamate Balneum Cantarellus), esso ha rappresentato per alcuni secoli l’indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo.

Risalente all’epoca romana (I – II secolo d.C.), l’edificio è stato denominato impropriamente “Tempio di Serapide” per il rinvenimento di una statua del dio egizio all’epoca dei primi scavi. Invece è il Macellum, il mercato pubblico della città romana. L’insieme si presenta come un cortile a pianta quadrata circondato da un porticato sul quale si affacciano le botteghe che si aprono alternativamente ora verso l’interno ora verso l’esterno e presentando al centro resti di condutture per una fontana, si ipotizza che fosse destinato al mercato del pesce.

L’edificio è simile ad altri mercati di epoca romana che ancora si conservano in tutta l’area mediterranea (Pompei Morgantina, ecc.), solo che questo di Pozzuoli è senz’altro il più monumentale e sfarzoso di tutti. Le colonne rimaste in piedi ci fanno intuire che l’edificio doveva avere una notevole altezza. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno, fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

 

Il Vulcano Solfatara

I Romani dell’epoca Imperiale già conoscevano la Solfatara. Strabone (66 a.C. – 24 d.C.) ne dà la più antica testimonianza scritta, nella sua “Strabonis geographica”, indicandola con il nome “Forum Vulcani”, Dimora del Dio Vulcano, ingresso per gli Inferi.

il rudere solfataraLa Solfatara apre ufficialmente alla visita nell’anno 1900, pur essendo sin da tempi remoti meta di escursioni per i noti fenomeni vulcanici, per la cura delle acque sulfuree e per le stufe calde; era infatti compresa tra le quaranta più famose terme dei Campi Flegrei sin dal Medioevo.

Non vi era viaggiatore del ‘700 e ‘800 che non inserisse la Solfatara tra le sue escursioni nel’ambito del cosiddetto”Grand Tour” viaggio di istruzione per i giovani delle famiglie nobili europee.