Anfiteatro Flavio

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L’Anfiteatro fu costruito dagli stessi architetti che eressero il Colosseo di Roma, in opus reticulatum e laterizio. Le sue imponenti misure sono inferiori solo al Colosseo e all’anfiteatro di Capua.
I sotterranei dell’anfiteatro sono perfettamente conservati, a differenza delle strutture in elevazione, essendo stati per seco corrispondente all’asse li sepolti dai detriti della vicina Solfatara. In particolare, l’arena è attraversata, lungo l’asse maggiore, da una fossa scenica, corrispondente a un lungo corridoio utilizzato per innalzare gli scenari dipinti che dovevano animare i giochi, per improvvise apparizioni su piattaforme di gladiatori, o cori in costume. Tale corridoio s’interseca perpendicolarmente, al centro, con un altro corridoio minore dell’arena. Sempre sotto il livello dell’arena si sviluppa un corridoio ellittico, sul quale si affacciano numerosi piccoli ambienti dove sono sistemate le gabbie per le fiere. In corrispondenza a questi ambienti si aprono le botole disposte lungo il perimetro dell’arena.
Gli ordini dei posti per gli spettatori (praecinctiones) erano tre, suddivisi all’interno in cunei. Dal portico esterno dell’anfiteatro si dipartivano venti rampe di scale, che arrivavano sino alla precinzione più alta della summa cavea. Anche le altre due precinzioni erano raggiungibili dal portico esterno, attraverso rampe di scale che portavano all’ambulacro intermedio. Sotto il podio correva un corridoio più interno, per i servizi, con varie aperture sull’arena.
Gli ingressi maggiori erano quattro, i secondari dodici. L’intera cavea, con i suoi tre ordini sormontati da un attico ornato di statue, poteva contenere almeno 20.000 spettatori. Un portico circondava, infine, il perimetro esterno dell’Anfiteatro.

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